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Rifiuto del vaccino del lavoratore; passibile di licenziamento?

  Il lavoratore che rifiuta di vaccinarsi si può licenziare? La tematica concernente la vaccinazione anti COVID-19 è sicuramente una di quelle più in voga in questo periodo. Tema scottante la diatriba tra coloro i quali vorrebbero renderla obbligatoria - al fine di perseguite il tanto agognato obiettivo dell’immunizzazione di massa e chi, diversamente, vorrebbe lasciare la decisione di vaccinarsi al libero arbitrio delle singole persone. Detta discussione non risparmia sicuramente il mondo del lavoro e la domanda che, da più parti, ci si pone è: si può licenziare il lavoratore che rifiuta di sottoporsi alla vaccinazione? I soggetti potenzialmente interessati I soggetti che ad oggi risultano potenzialmente interessati da un eventuale obbligo di vaccinazione non sono tutti i lavoratori dipendenti. A tal fine, infatti, giova rilevare che il rischio da COVID-19 si caratterizza – nella quasi totalità dei casi – per essere un rischio biologico generico, di origine, dunque, esogena r...

Divieto Licenziamento Covid.19

 INPS - Mess. n. 689 del 17.02.2021 : Divieto di licenziamento #Covid-19 - accordo anche con un solo sindacato  18/02/2021 L’articolo 14, comma 3, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, ha previsto che le preclusioni e le sospensioni in materia di licenziamenti collettivi e di licenziamenti per giustificato motivo oggettivo di cui ai commi 1 e 2 del medesimo articolo 14 non trovino applicazione nelle ipotesi di accordo collettivo aziendale - stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale – che abbia ad oggetto un incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro, limitatamente ai lavoratori che aderiscono al predetto accordo.  La previsione è stata confermata dalla Legge di Bilancio 2021 all’articolo 1, comma 311, Legge 30 dicembre 2020, n. 178, che disciplina le preclusioni e le sospensioni relative al c.d. divieto di licenziamento di cui ai commi 309...

Rischi #Covid-19 per le imprese: non solo sicurezza, attenzione ai rischi penali ex d.lgs. 231

I rischi diretti e indiretti gravanti che corrono le imprese in caso di infezione da Covid-19 del lavoratore-dipendente. Partiamo da un aspetto fondamentale dettato dall'e x art.2087 c.c. il quale stabilisce che il datore di lavoro è garante dell'integrità fisica dei lavoratori,  ed in ragione di ciò, il datore di lavoro è il primo responsabile della sicurezza e salute nei luoghi di lavoro . I rischi  diretti  sono quelli che incidono sul bene giuridico protetto salute e sicurezza sul lavoro.  Come noto, la necessità di contrastare l’emergenza epidemiologica in essere ha condotto il Governo, l’INAIL e le parti sociali a varare specifiche misure igienico-sanitarie che i datori di lavoro,   sono necessariamente tenuti ad attuare. S’aggiunge, per un verso, che il Governo ha inteso varare significative disposizioni anche sul versante previdenziale ( 1 ) e, per l’altro verso, che l’art. 42 comma 2  d.l. 17 marzo 2020, n. 18 , conv. in l. 24 aprile 2020, n....

#Licenziamento: sì al controllo datoriale della prestazione

  DIRITTO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA Cassazione (sentenza n. 21888/2020) #Licenziamento: sì al controllo datoriale della prestazione È legittimo che per tali controlli l’imprenditore si avvalga sia personale interno sia soggetti esterni, come gli investigatori privati I controlli delle imprese che hanno per oggetto il corretto adempimento della prestazione da parte del lavoratore. È legittimo che per ciò il datore di lavoro impieghi personale interno ovvero ricorra anche a soggetti esterni, come gli investigatori privati. Il licenziamento disciplinare, intimato a seguito di numerose condotte negligenti e conseguenti disservizi, è proporzionato e legittimo. La  sentenza 5 marzo - 9 ottobre 2020, n. 21888  ( testo in calce ) della Corte di Cassazione civile, sezione lavoro, ha escluso l'applicabilità alla fattispecie dell' art. 4 della Legge n. 300/1970 , in quanto i controlli disposti dall'impresa nulla hanno a che vedere con i controlli a distanza. Il lavora...

#DPCM #Licenziamenti

 Fino al 21 marzo 2021, licenziamenti sospesi? Le eccezioni ci sono; in quanto il divieto di licenziamenti non si applica nel caso di: cessazione definitiva dell’attività dell’impresa, conseguente alla messa in liquidazione senza continuazione, anche parziale, dell’attività; liquidazione senza cessione di un complesso di beni o attività che possano configurare un trasferimento d’azienda o di un ramo di essa ai sensi dell’articolo 2112 del codice civile; accordo collettivo aziendale con le organizzazioni sindacali (comparativamente più rappresentative a livello nazionale), di incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro, limitatamente ai lavoratori che aderiscono al predetto accordo (a questi lavoratori spetta la Naspi); fallimento, quando non sia previsto l’esercizio provvisorio dell’impresa, o quando ne sia disposta la cessazione.  In caso di esercizio provvisorio per uno specifico ramo dell’azienda, sono esclusi dal divieto i licenziamenti nei settori che chiudono. Prop...

La vendita.

Vedo che tutti vogliono vendere, utilizzano strategie   che non sono le loro, ma lette ho apprese nei corsi, obiettivo vendere ciò che si vuole. Sono cresciuto in una famiglia di commercianti, dove la "mostra" era la vera strategia, mostrare con qualità la qualità che si ha, il cliente sceglie! Questa è la vendita. Cercare in qualsiasi modo di vendere quello che si vuole vendere, è obbligare ad un acquisto, chi si ritene bravo a far questo, vive nell'illusione dell'io protagonista. Il cliente? Un collaboratore che migliora anche te, anche tu sei cliente. Saluti ai sapienti

MADE IN ITALY: LA (S)VENDITA DELLE NOSTRE ECCELLENZE (seconda parte)

#MadeinItaly per tutti! Mi piace osservare come il brand italiano sia presente in molti paesi, basta scrivere "italiano", "Italia" e tutti vendono e tutti guadagnano ma solo se non hai sede in Italia... Lactlais Italia Srl per esempio è una di queste, Lactalis è molto attiva, come moltissime altre, sul mercato italiano, dove negli anni ha già comprato marchi molto famosi come Parmalat, Locatelli, Invernizzi, Galbani e Cadermartori. Il colosso francese detiene già circa un terzo delle quote di mercato italiane nel settore lattiero caseario. E così anche il nostro bel #parmigiano se ne va, vabbè ma tanto era già più della metà inglese...  https://www.repubblica.it/economia/2019/05/29/news/lactalis-227511469/?fbclid=IwAR0g8fOK8KcSi8HtiGfqjR8qwsLaJafD4fTmGcSUM8cYlQMy0pQArPxDEGI MADE IN ITALY: LA (S)VENDITA DELLE NOSTRE ECCELLENZE La Perugina dopo l'annuncio da parte dei vertici Nestlé di 340 esuberi nello stabilimento di San Sisto,...